Dichiarazione del segretario del Prc, Franco Giordano: “In questi casi è bene fare un'operazione di verità.Sulla modifica dello scalone il nostro giudizio è fortemente critico, negativo. Si tende solo a diluire gli effetti della Maroni, quindi non va per niente bene.
Ci sono alcuni aspetti positivi importanti, sia culturalmente che materialmente. Gli esenti sono una platea significativa: chi ha 40 anni sta fuori, chi lavora a vincolo è fuori, chi lavora alle catene è fuori, chi fa i turni è fuori, chi fa lavori usuranti anche. Si stabilisce che fare il manager e fare l'operaio non è la stessa cosa. Ed è bene che sia scritto nell'accordo che i giovani, a differenza della Dini, possano avere un rendimento di pensione pari al 60% della loro retribuzione.
Questa trattativa aveva un piombo nell'ala, la mancata mobilitazione del mondo del lavoro prima del suo epilogo. I risultati ottenuti sono invece il frutto di una sintonia tra una sinistra politica e una mobilitazione operaia.
Lavoreremo in queste settimane per cambiare con la mobilitazione e in Parlamento il segno dello scalone che continua ad essere profondamente iniquo, lavoreremo per superare la legge 30, lavoreremo per una nuova normativa sui contratti a termine. Come si vede, la vicenda per noi resta dunque aperta”.
Roma, 20 luglio 2007
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Era il 2004
Il Governo Berlusconi-Lega decideva l’innalzamento dell’età per accedere alla pensione a 60 anni con 35 anni di contributi.
Di colpo tutti i lavoratori dipendenti lavorano da 3 a 4 anni di più, se hanno 40 anni di contributi devono attendere ancora da 6 a 18 mesi per la pensione. I coefficienti di calcolo per le pensioni di chi è a sistema contributivo (tutti i giovani di oggi) si applicano automaticamente senza una seria revisione relativa ai cambiamenti avvenuti.
• La tabella che accompagna la legge 243/2004 “sullo scalone”, redatta dal Governo Berlusconi e consegnata al Fondo Monetario e in Europa è la seguente:
alla fine dell’anno (in migliaia) (in milioni di euro)
2008 41 310
2009 131 2.497
2010 194 4.454
2011 243 5.846
2012 260 6.706
2013 262 6.861
2014 278 6.791
2015 304 7.164
2020 337 5.249
2025 472 5.116
2030 592 2.662
2035 632 -2.624
2040 489 -13.040
2045 519 -15.118
2050 680 -10.606
Siamo nel 2007
Cosa è accaduto sui conti della previdenza dal 2004 ad oggi?
• Dal 2007, sono aumentati i contributi per i lavoratori dipendenti dello 0,3%. Questo cambiamento vale 1 miliardo all’anno ed è strutturale, quindi agisce per sempre.
• Dal 2007 sono aumentati i contributi per i lavoratori parasubordinati del 4%. Questo cambiamento vale 1,2 miliardi di euro all’anno ed è anche esso strutturale.
• Dal 2007, grazie alla lotta al lavoro nero, l’INPS ha un attivo superiore di 2 miliardi all’anno rispetto al previsto. Anche questo dato è strutturale.
• Dal 2007 l’unificazione degli ispettori, delle sedi, dell’avvocatura, dell’informatica degli Enti previdenziali, comporta un risparmio di 800 milioni di euro all’anno. Ancora, si tratta di una modifica strutturale.
Con questi conti si dimostra che, togliendo dalla previdenza le spese per “l’assistenza” (che in tutti i Paesi europei sono a carico della fiscalità generale), in Italia il rapporto spesa per le pensioni/PIL è esattamente nella media europea (dati EUROSTAT).
Applicare il programma dell’Unione: è possibile
- 58 ANNI DAL 2008: nel 2008 si potrà andare in pensione a 58 anni di età e con 35 di contributi (inferiore quindi ai 60 previsti dallo scalone Maroni).
- QUOTA 95 DAL LUGLIO 2009 CON ALMENO 59 ANNI ETA', 61 dal 2013: dal luglio 2009 si potrà andare in pensione con una somma tra età anagrafica e anni di contributi pari a 95 ma con almeno 59 anni di età. Dal primo gennaio 2011 la quota passa a 96 (con almeno 60 anni di età) mentre dal primo gennaio 2013 la quota diventa 97 (con almeno 61 anni di età). Prima dell'ultima quota andrà fatta una verifica sui risparmi: se fossero significativi la quota 97 potrebbe essere esclusa.
- AUTONOMI SI LAVORA UN ANNO IN PIU': l'età necessaria alla pensione di anzianità è per i lavoratori autonomi sempre un anno superiore a quella dei lavoratori dipendenti.
- ESCLUSI DA AUMENTO ETA' 1,4 MILIONI DI LAVORATORI IMPEGNATI IN ATTIVITA' USURANTI: Saranno esclusi dall'aumento dell'età i lavoratori impegnati nelle attività usuranti previste dalle norme del 99 (come quelli che lavorano nelle miniere e nelle cave) ma anche quelli impegnati su tre turni e quelli con attività "vincolate" (come la catena di montaggio). Il Governo calcola che si tratti di 1,4 milioni di lavoratori complessivi.
- CON QUARANTA ANNI CONTRIBUTI SI ESCE CON QUATTRO FINESTRE: chi ha maturato 40 anni di contributi non subirà la riduzione da quattro a due finestre, prevista dalla legge Maroni, ma potrà continuare a uscire dal lavoro con quattro finestre l'anno (gennaio, aprile, luglio e ottobre, invece che solamente gennaio e luglio).
- ETA' VECCHIAIA DONNE RESTA A 60 ANNI: l'età di pensionamento di vecchiaia delle donne resta a 60 anni, anche se una Commissione potrà valutare la possibilità di prevedere alcune finestre per l'uscita verso la vecchiaia.
COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE
1. L’adeguamento dei coefficienti di trasformazione è elemento inderogabile del sistema contributivo (art. 1, comma 6 della legge 8 agosto 1995 n. 335.
E’ istituita una commissione composta di esperti nominati dal Governo e dalle OO.SS. più rappresentative con il compito di verificare, proporre modifiche entro il 31/12/2008 dei seguenti elementi dell’attuale regime pensionistico contributivo, nel rispetto degli andamenti e degli equilibri della spesa pensionistica di lungo periodo e delle procedure europee:
le dinamiche delle grandezze macroeconomiche, demografiche e migratorie che influiscono sugli attuali coefficienti;
l’incidenza dei percorsi lavorativi discontinui, anche alla luce delle modifiche apportate dal Governo, al fine di verificare l’adeguatezza degli attuali meccanismi di tutela delle pensioni più basse e di proporre meccanismi di solidarietà e di garanzia (che potrebbero portare indicativamente il tasso di sostituzione al netto della fiscalità ad un livello non inferiore al 60%), facendo salvo l’equilibrio finanziario dell’attuale sistema pensionistico;
il rapporto intercorrente tra l’età media attesa di vita e quella dei singoli settori di attività;
2. In questo ambito, in fase di prima rideterminazione dei coefficienti di trasformazione di cui all’art. 1, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in applicazione dei criteri di cui all’art. 1, comma 11, della medesima legge, la Tabella A allegata alla citata legge n. 335 del 1995 è sostituita, con effetto dal 1 gennaio 2010, dalla Tabella A aggiornata (vedi allegato 1).
3. La cadenza temporale per l’applicazione dei coefficienti diventa 3 anni. Sarà compiuta una verifica decennale della sostenibilità ed equità del sistema generale.
4. L’aggiornamento dei coefficienti viene effettuato con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concrto con il Ministero dell’economia e delle finanze.
5. Nelle more dell’eventuale modifica legislativa sulla base delle proposte della Commissione restano ferme le disposizioni di cui alla vigente normativa salvo le modifiche di cui ai pun
- COSTO RIFORMA: 10 MILIARDI IN 10 ANNI: Il costo previsto della riforma è di 10 miliardi in dieci anni e le risorse saranno trovate all'interno del sistema previdenziale.




Lo scalone va cancellato, non spalmato.
d'accordo su tutto...
ottimo quets idea
ottimo quets idea
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